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  • "un ospedale nella foresta"

    Nel 1997, due medici di Ferrara (Giorgio Giaccaglia, Primario di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale di Comacchio, e Ermanno De Paoli Aiuto dell’Arcispedale S. Anna) proposero ai missionari della Consolata la loro collaborazione in campo sanitario in Kenya. Nel 1998, quindi, Giaccaglia assunse la direzione dell’ospedale cattolico di Sololo nella Diocesi di Marsabit e l’anno dopo fondò l’Associazione “Un ospedale per Tharaka - Kenya” con lo scopo di realizzare una struttura ospedaliera.


    Il progetto si proponeva di migliorare le condizioni di salute e le qualità della vita della popolazione, riducendo il tasso di mortalità e morbosità, in una delle zone più povere del Kenya attraverso la costruzione di un ospedale assicurandone la gestione per i primi anni per trasferirla poi alla Diocesi.
    L’impegno era quindi :
    • edificare ed attrezzare l’ospedale
    • assicurare la presenza continuativa di volontari , medici e non
    • costruire un percorso formativo per gli infermieri locali e gli operatori dei vari servizi
    • programmare il trasferimento della gestione alla Diocesi

    Su sollecitazione dei Missionari della Consolata, fu scelta una regione del Distretto di Meru, il South Tharaka, considerata una delle zone più povere del Kenya. La popolazione del Tharaka comprende diversi gruppi etnici, tutti del ceppo Bantù, e vive essenzialmente di pastorizia e solo recentemente ha iniziato a coltivare miglio e granturco, poiché la scarsità di piogge non consente un’agricoltura redditizia.

    La Missione di Matiri, presente dal 1957, gestiva da qualche anno, senza medici, un Centro Salute con 15 letti di maternità per parti normali (circa 700 per anno), un ambulatorio dispensario ed un laboratorio analisi. Naturalmente non era in grado di rispondere alle patologie che richiedevano interventi medici specialistici e chirurgici, in particolare le complicazioni da malaria e le gravidanze difficili, non potendo eseguire i cesarei, per cui era necessario trasportare i pazienti in altri ospedali ( Chuka, Chogoria, Nkubu, Embu, Chaaria, Meru) lontani 50/100 chilometri, con strade sterrate, sconnesse, impraticabili nelle stagioni delle piogge per cui fu disponibile a fornire gratis un ampio lotto di terreno per ampliare il Centro.





    Nel gennaio del 2000, il presidente dell’Associazione, Giorgio Giaccaglia con i consiglieri Riccardo Baldi e Ermanno De Paoli Vitali, si recarono a Matiri per definire con le autorità religiose (padre Orazio Mazzucchi, missionario della Consolata, padre Francis Lima Riwa, Medical Coordinator della Diocesi di Meru) ed autorità civili (Martin Eshiwani e David Naguru, Commisioner e Medical Officier of health del Tharaka District) la costruzione, l’allestimento e la gestione del nuovo ospedale di Matiri.

    Le tappe salienti di questa imponente impresa sono:

    agosto 2001 – viene posata la prima pietra
    5 Ottobre 2003 − entra in funzione
    31 gennaio 2004 − alla presenza delle autorità locali e nazionali, il Vescovo di Meru inaugura l’ospedale dedicandolo a Sant’Orsola, l’Ospedale di Bologna dove Giaccaglia ha studiato e lavorato
    2004 – Viene costruito il padiglione Pediatrico
    2005 − Inizia l’attività il Centro DREAM della Comunità di Sant Egidio ed il nuovo laboratorio unico
    2005 − Viene completato l’impianto di potabilizzazione per l'ospedale, la missione e il villaggio
    2006 − L’ospedale ottiene il riconoscimento formale dal Ministero della Sanità del Kenya
    2007 − Completamento dell’impianto di smaltimento delle acque reflue
    2008 − Donazione alla Diocesi di Meru
    2010 – Inizia la Gestione e Direzione locale della Diocesi
    2013 – Parziale Ristrutturazione a opera dell’AVI di Montebelluna




    "La prima paziente è stata una partoriente che per recarsi in sala parto ha voluto fare una doccia e lo shampoo, forse l'unica della sua vita con l'acqua che scorre dalle condutture. Grande soddisfazione, da parte sua, per una piccola grande comodità che l'ospedale poteva fornire. E grande sollievo anche per noi per via delle tante sofferenze che ci aveva creato la messa in opera degli impianti igienici, delle docce e degli scarichi: perché Kamanjia, l'idraulico del cantiere, quelle cose lì non le aveva mai viste messe in opera in vita sua..."

    [da "Tharaka, un ospedale nella foresta"]



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    O.N.L.U.S.
    UN OSPEDALE PER THARAKA - KENYA

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